paesaggio valenzano

Oltre Valenza: la zona del valenzano

Valenza, la “città dell’oro”, è appoggiata sul confine del valenzano, fra questo angolo di Piemonte, cortese, ma riservato, costituito dalla provincia di Alessandria ed il fiume, il Po, un lungo e docile crinale che accosta la città alla laboriosa, ma pianeggiante, Lomellina.

Incontrare il territorio di Valenza significa conoscere la sua notorietà dorata, ma significa cercare anche di abbandonarla per portarsi alle sue antiche radici, che sta pian piano perdendo, quelle delle colline che la cingono e delle vigne che ne colorano i limiti, finché la nebbia non si riprende il suo regno, sul far dell’autunno. Oppure quelle del fiume, del Po, che ha accompagnato la città per tutta la durata della sua lunga storia.

A Valenza occorre passeggiare per il centro dove le vetrine delle gioiellerie danno lustro ai suoi artigiani che hanno saputo primeggiare in tutto il mondo. Conoscere questo paese cresciuto in fretta significa riuscire ad entrare in un laboratorio orafo, preferibilmente in uno dei più piccoli, per osservare l’intero processo della lavorazione orafa, dalla fusione del metallo alla incastonatura delle pietre. Valenza è oggi soprattutto questo, ma al viaggiatore sa anche offrire altre attrattive, quelle dei suoi dintorni, fino a lasciare definitivamente la Pianura Padana per addentrarsi, su e giù per i suoi colli, nel dolce Monferrato.

Da vedere nella zona del valenzano non è quindi solo la città, ma anche i piccoli paesi, di pianura e di collina, che la circondano.

Tra questi San Salvatore, l’antica Genzano, oggetto di donazioni imperiali e di ripetuti saccheggi, con una torre che la domina risalente al 1410. A San Salvatore è famosa la leggenda della Madonna del Pozzo. Secondo tale leggenda, il 15 maggio 1616 un soldato spagnolo, Martino de Nava, venne aggredito e buttato in un pozzo nei pressi del paese da un contadino esacerbato dalle razzie. Martino, ferito, invocò la Madonna che fece alzare il livello dell’acqua fino all’orlo e, in questo modo, lo salvò. Proprio in quell’istante il soldato vide la Vergine con il Bambino che lo presero per mano e che l’accompagnarono fino all’accampamento. Presso il pozzo del miracolo sorse immediatamente una cappella ed in seguito un santuario.

Tra i paesi di pianura e del valenzano poi meritano di essere citate Rivarone, famosa per le ciliegie, l’antica Pecetto ed infine Bassignana, la quale fu celebre per la coltivazione delle pesche finché, nel 1947, una violenta tempesta nel mese di luglio spazzò via tutte le piante a tal punto che, ad una settimana di distanza, si potevano ancora scorgere nei fossati ghiaccio e frutta. Fu una tale catastrofe che i produttori decisero di non reimpiantare più gli alberi.

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